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12.10.2026 Notizia

Il negozio di domani si costruisce oggi: sfide e priorità​

Il commercio fisico si reinventa: tra efficienza energetica, vicinanza al cliente e digitalizzazione. ​

supermarket of tomorrow

Articolo redatto da Mohammed YOUBI IDRISSI, Responsabile tecnico per l’area EMEA presso Solstice Advance Materials​

Le grandi catene europee della distribuzione si trovano a un bivio. Spinte da decenni di crescita estensiva, oggi devono affrontare una quadrupla sfida: ​

In questo contesto, la trasformazione del punto vendita non è più un’opzione strategica, ma una necessità operativa.

Ripartizione del consumo energetico nella grande distribuzione

Freddo alimentare 55 %
Climatizzazione (CVC) 15 %
Illuminazione 15 %
Altri usi 15 %

Il riscaldamento, la climatizzazione e la ventilazione rappresentano fino al 70 % dei consumi di un punto vendita moderno.

Il negozio del 2036: i tre pilastri della trasformazione

01

Efficienza energetica

  • Refrigerante a basso GWP
  • Controllo predittivo basato sull’ IA
  • Produzione di energia solare
  • Recupero di calore
  • Ricarica veicoli
02

Esperienza del cliente

  • Legame sociale
  • Commercio di prossimità
  • Tracciabilità dei prodotti
  • Alimentazione e salute
  • Servizi ibridi
03

Prestazioni e dati

  • IA e GTB
  • Logistica ottimizzata
  • Finanziamento sostenibile
  • ROI ambientale
  • Modelli ibridi

Le prestazioni economiche e la transizione ambientale si rafforzano a vicenda.

L’energia, prima leva di competitività​

La sfida energetica è al centro delle priorità. I sistemi di refrigerazione alimentare e di climatizzazione rappresentano da soli dal 50 al 60% della bolletta energetica di un punto vendita. La transizione verso refrigeranti a basso impatto climatico, in particolare le soluzioni eco-efficienti a base di HFO, la gestione predittiva degli impianti tramite intelligenza artificiale o ancora il recupero del calore residuo per soddisfare il fabbisogno termico locale, sono tutte leve a disposizione. ​

Tuttavia, la loro diffusione rimane disomogenea: mentre i grandi magazzini di nuova costruzione integrano queste tecnologie fin dalla fase di progettazione, gli impianti esistenti, spesso obsoleti, faticano a trasformarsi a causa della mancanza di modelli di finanziamento adeguati. I contratti di rendimento energetico (CPE) e le soluzioni di finanziamento da parte di terzi si stanno affermando come risposte promettenti per superare questo ostacolo.​

Modelli commerciali in piena trasformazione​

I modelli del futuro divergono nella forma ma convergono nella sostanza. L’ipermercato generalista sta perdendo terreno a favore di formati più mirati: il discount ottimizzato attira per i suoi prezzi, il minimarket di quartiere per la sua comodità e il negozio specializzato per la sua competenza. In questo panorama frammentato, emerge una costante: il negozio fisico deve offrire ciò che il digitale non può dare: il contatto umano e il legame sociale, la scoperta sensoriale, la consulenza personalizzata. Le catene che hanno successo sono quelle che hanno saputo ridefinire la propria ragion d’essere al di là della semplice transazione commerciale, trasformando il punto vendita in un luogo di vita, di servizio e di esperienza.​

L’ascesa del commercio di prossimità illustra questa tendenza. A lungo trascurato a favore dei grandi centri commerciali periferici, il formato di quartiere sta vivendo un marcato ritorno di interesse, trainato dall’evoluzione degli stili di vita urbani e dalla ricerca di un’impronta di carbonio ridotta. Per i distributori, ciò implica ripensare la logistica dell’ultimo chilometro, ottimizzare gli assortimenti in funzione dei bacini di utenza e integrare nuovi servizi, come i punti di ritiro, il click-and-collect e la consegna a domicilio, in spazi spesso limitati. ​

Anche le architetture di refrigerazione si stanno evolvendo!​

Anche per gli impianti di refrigerazione si sta assistendo a una vera e propria rivoluzione: il vecchio modello basato su due centrali, una positiva e una negativa, lascia il posto a nuove architetture più decentralizzate o semi-distribuite con fluidi ad alte prestazioni e a bassissimo GWP (ad es. R-455A), fonte di risparmio energetico e di resilienza operativa.​

Inoltre, le ondate di calore che hanno colpito l’Europa durante l’estate del 2026 hanno dimostrato che alcuni impianti hanno risentito di tali condizioni. Un’osservazione tutt’altro che aneddotica, poiché questi impianti sono stati molto probabilmente progettati, storicamente, sulla base di una temperatura esterna di riferimento dell’ordine di 32 °C; un parametro ereditato da un clima in cui alcune regioni non erano destinate a registrare picchi di calore fino a 42 °C. ​

Il negozio come generatore di valore ambientale​

Al di là della riduzione dei consumi, il negozio di domani è destinato a diventare un attore positivo della transizione ambientale. L’installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto, la messa a disposizione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici, la gestione intelligente dei rifiuti alimentari o ancora la valorizzazione delle merci invendute: tutte iniziative che trasformano il punto vendita in un vero e proprio polo di servizi sostenibili per il proprio territorio.​

I requisiti previsti dal codice edilizio accelerano questa trasformazione. Ma creano anche un’opportunità: le catene che anticipano questi sviluppi si posizionano favorevolmente presso i consumatori sensibili agli impegni ambientali, garantendo al contempo la propria conformità normativa a costi ridotti. Questi pionieri non stanno​ spendendo denaro per idealismo. Stanno salvaguardando il valore dei propri beni, preservandone l’assicurabilità, proteggendo i propri collaboratori e difendendo il proprio impegno in materia di emissioni di carbonio dalle interruzioni che il clima, o una rete elettrica indebolita, possono provocare in qualsiasi momento.​

Gli altri pagheranno due volte: una volta il prezzo della catastrofe, una seconda volta il prezzo dell’adattamento d’emergenza, sempre più costoso e meno efficace. E nel frattempo, dovranno pagare anche le tonnellate di CO₂ emesse a causa della mancata anticipazione.​

Il negozio che funge da rifugio climatico​

Il negozio di domani si evolve, si adatta e rafforza il proprio ruolo sociale. Citiamo due esempi:​

  1. Alla fine del 2024, durante le inondazioni catastrofiche che hanno colpito la regione di Valencia in Spagna, il negozio locale di una catena specializzata, costruito dieci anni prima con le scorte collocate in posizione rialzata e misure preventive, è diventato in poche ore un rifugio. Centinaia di clienti, visitatori e persone rimaste intrappolate nella zona commerciale vi sono state accolte per oltre venti ore. La catena ha fatto da base operativa per i soccorsi.​
  2. Di fronte al moltiplicarsi delle ondate di caldo in tutta la Francia, diverse catene hanno annunciato nel luglio 2026 il lancio dell’iniziativa «Escale Fraîcheur». Ogni negozio o centro commerciale che partecipa a questa iniziativa adatta l’accoglienza in base alle proprie infrastrutture e alle proprie capacità logistiche. A seconda della configurazione di ciascuna struttura, l’iniziativa potrà includere uno spazio rinfrescato o climatizzato, posti a sedere, l’accesso all’acqua potabile e l’assistenza/orientamento da parte del personale presente. ​

Dati e intelligenza artificiale: i nuovi motori della performance​

La trasformazione del punto vendita rappresenta anche una rivoluzione nel campo dei dati. I sensori connessi, i sistemi di gestione tecnica degli edifici (GTB) e le piattaforme di analisi predittiva consentono ormai di gestire in tempo reale il consumo energetico, anticipare i guasti, ottimizzare gli approvvigionamenti e personalizzare l’esperienza del cliente. L’intelligenza artificiale non è più un orizzonte lontano: è già all’opera nei magazzini logistici, nelle centrali di acquisto e, progressivamente, nei negozi stessi.​

La vera questione non riguarda più le soluzioni tecniche, che esistono e sono molteplici. Riguarda piuttosto il ritmo di implementazione e i modelli di finanziamento che consentiranno a tutte le catene, indipendentemente dalle loro dimensioni o dal loro grado di maturità digitale, di conciliare in modo sostenibile le prestazioni economiche e la transizione ambientale. ​

I vincitori del prossimo decennio saranno coloro che avranno trasformato questo vincolo in un vantaggio competitivo.​